AUTONOMI ANTISPE CONTRO LA CACCIA
La Giunta Regionale del Piemonte ha impedito lo svolgimento del referendum regionale sulla caccia,
che si sarebbe dovuto tenere il 3 giugno 2012. I diritti democratici dei cittadini sono stati calpestati! Vogliamo che ci venga restituito il referendum che prometteva: la protezione di 25 specie animali ora cacciabili il divieto di caccia la domenica, riducendo cosi’ il rischio di incidenti mortali e infine che anche nelle aziende faunistico-venatorie si sarebbe ridotto il numero di animali cacciabili. Ora lottiamo per la restituzione del referendum della caccia! Esigiamo il diritto costituzionale alla partecipazione! Vogliamo la tutela dell’ambiente naturale e della fauna selvatica! Siamo stanchi della strumentalizzazione di ammalati, pensionati, disoccupati e disabili. A questo punto lottiamo per riprenderci la democrazia!
The Piedmont Regional Council has prevented the holding of regional referendums on hunting,
that was to be held on June 3, 2012. The democratic rights of citizens are being trampled! We want to be returned to the promised referendum, that asked: the protection of 25 animal species that now can be hunted, a ban on hunting on Sundays, thus reducing 'the risk of fatal accidents and, finally, that even in the wildlife companies would have reduced the number of animals hunted.
Now we are fighting for the return of the referendum about hunt! We demand the constitutional right to participate! We want to protect nature and wildlife! We are tired of the propaganda exploitation of the sick, pensioners, unemployed and disabled. At this point, we struggle to take back democracy!
CAMPO AUTONOMO 2011.
Vista la bella esperienza dell'anno passato i gruppi autonomi presenti nel Canavese hanno pensato di riproporre un campo autonomo.
Nei giorni 21/22 agosto nuclei autonomi locali e del piemonte tra cui ANS Torino, Antispe, Fronte Ribelle, ANS Saluzzo, Autonomi Bardonecchia e vari Liberi Nazionalisti hanno preso parte a due giorni immersi nella natura e fuori dal grigiore quotidiano delle città. Sono state affrontate svariate discussioni concentrate sulle battaglie che l'autonomia porta avanti come Animalismo, Anticapitalismo, Precariato ecc.. è stato affrontato anche un'interessante dibattito sulla questione NO TAV alla quale anche noi autonomi diamo pieno supporto.
Nel corso del campo non sono mancati momenti goliardici e di condivisione tra i vari gruppi.
Un grande ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato e un'arrivederci al prossimo anno.
ORA E' TEMPO DI AGIRE!
GRAGLIA O2-O5-1945 UN PAESE CHE CHIEDE GIUSTIZIA
Il 27 aprile 1945, dopo un disperato combattimento durato 14 ore, si arresero ai partigiani una trentina di persone appartenenti al R.A.U. (Raggruppamento Arditi Ufficiali) e al R.A.P. fra cui 24 ufficiali cinque ausiliarie e due mogli di ufficiali che avevano raggiunto i mariti. Una di queste, moglie del Ten. Della Nave, era incinta.
I fatti accaddero a Cigliano nell’albergo “Cavallino Bianco” dove era tricerato il grosso dei soldati. Il R.A.P. di presidio a Cigliano era comandato dal Ten Mancuso mentre il 2° R.A.U. giunto di rinforzo era comandato dal Magg. Filippo Galamini. I prigionieri vennero concentrati in parte al “Cavallino Bianco” e in parte altrove. Il mattino del 28 gli uomini del RAU vengono condotti prima a Dorzano, poi ad Aral Grande, infine, il 1º maggio a Graglia ove tutti furono rinchiusi in una stanza dell’albergo “Belvedere” di Graglia. Furono giorni terribili di percosse e sevizie, pressoché senza mangiare. Alla donna incinta fu negato anche un bicchiere d’acqua.
Il giorno 2 maggio, poi, in più riprese, vennero condotti fuori. Il primo gruppo fu condotto presso un ruscello che divide il comune di Graglia da quello di Netro e qui tutti furono massacrati. Fra loro il Magg. Casini, il Cap. Gili, il S.Ten.Tosi. Il secondo gruppo viene massacrato in località Pairette. Morirono qui il Cap. Toppi, il Cap. Visconti di Modrone (Terziario Francescano) e il Ten. Conti. Il terzo gruppo fu ucciso alla cascina Quara nei pressi del Santuario, il quarto in località Portioli. Ultime a morire furono le donne, uccise dietro il cimitero.
Non ci fu pietà neppure per la donna incinta. Essa, gettata a terra con uno spintone, fu uccisa con una raffica di mitra insieme al bambino che portava in grembo.
Oggi 1 maggio 2011 un gruppo di autonomi nazionalisti ha voluto ricordare queste vittime barbaramente uccise dal terrore rosso, depositando un mazzo di fiori sul sepolcro.
Graglia come tante altre città dove sono stati compiuti vili eccidi aspetta ancora giustizia una giustizia che purtroppo tarda troppo ad arrivare.
GOOD NIGHT LEFT SIDE!
PER NON DIMENTICARE!

In ricorrenza della giornata in memoria delle vittime delle foibe vari nuclei autonomi tra cui ANS Torino, Fronte Ribelle, Resistenza Femminile, Autonomi Eporediesi, Autonomi Nazionalisti e Liberi Nazionalisti hanno deposto un mazzo di fiori in Corso Cincinnato a Torino, quartiere dove riesiedono molti esuli scampati alle barbarie dei Partigiani titini è dove nel 2005 è stata posta una targa in memoria di coloro che hanno perso la vita solo per la sfortuna di essere nati Italiani.
Noi non dimentichiamo chi con l'odio e la vigliaccheria a seminato morte.

IVREA 13-11-2010: MANIFESTAZIONE CONTRO LA VIVISEZIONE

Sabato 13 novembre a Ivrea un centinaio di attivisti hanno preso parte alla manifestazione contro la VIVISEZIONE e contro le MULTINAZIONALI che la sfruttano.
Insieme ai simpatizzanti erano anche presenti alcuni gruppi locali come Antispe Ivrea e Antispe Torino, ma anche provenienti da diverse città italiane e non, tra i quali Antispe Verona, Antispe Bergamo, Autonomi Nazionalisti Roma, l'associazione ambientalista Memento Naturae e dalla Svizzera Offensiva Animalista.
Uniti per portare avanti la battaglia di sensibilizzazione e denuncia contro la sperimantazione scientifica, hanno attraversato le vie e le piazze più importanti della città, lanciando slogan, distribuendo centinaia di volantini che invitavano a boicottare le multinazionali che si servono della vivisezione per torturare inutilmente milioni di animali in nome del Dio Denaro e a favore di un consumo più consapevole, hanno riscosso grande interesse e consensi da parte della gente che al nostro passaggio applaudiva e chiedeva maggiori informazioni.
Questa è stato il primo grande passo di questa battaglia per sensibilizzare e ricordare che la vivisezione è un CRIMINE, che gli animali vanno sempre difesi e NON STRUMENTALIZZATI e che la lotta per la liberazione animale non ha nessun colore politico!!!

A RISPETTO DELL'AMBIENTE
Gli Autonomi Nazionalisti locali lanciano una campagna di sensibilizzazione a favore del rispetto dell'ambiente. Ognuno può contribuire a salvaguardare l'ambiente con un piccolo gesto come quello di scegliere di fare la spesa con borse riutilizzabili invece che comprare i sacchetti di plastica in vendita nei supermercati come fa la maggior parte degli italiani. Ad alcune persone può sembrare un'azione banale e ovvia, ma non lo è affatto: se tutti utilizzassero borse riutilizzabili si potrebbe notare una sensibile riduzione delle spese oltre che dell'inquinamento.
A questo proposito vi informiamo che presso lo Shop Autonomo sono disponibili le ECOBAG, borse riutilizzabili che nascono da un'idea semplice: educare all'ecologia e al riuso invece che al consumismo. Inoltre sono anche belle da usare come borse da passeggio o possono trovare un secondo utilizzo in casa.
Le ECOBAG sono realizzate con tessuti scelti per la loro resistenza e create in base al criterio estetico con tematiche ecoligiste e animaliste. Infatti sono disponibili in diverse varianti.
Inoltre l'acquisto di queste borse forniranno un'aiuto a chi si prende cura degli animali e ne difende i diritti visto che i proventi derivanti dalla vendita saranno devoluti ad associazioni animaliste o, come già è stato fatto, a strutture di ricovero animali locali.
A questo proposito vi informiamo che presso lo Shop Autonomo sono disponibili le ECOBAG, borse riutilizzabili che nascono da un'idea semplice: educare all'ecologia e al riuso invece che al consumismo. Inoltre sono anche belle da usare come borse da passeggio o possono trovare un secondo utilizzo in casa.
Le ECOBAG sono realizzate con tessuti scelti per la loro resistenza e create in base al criterio estetico con tematiche ecoligiste e animaliste. Infatti sono disponibili in diverse varianti.
Inoltre l'acquisto di queste borse forniranno un'aiuto a chi si prende cura degli animali e ne difende i diritti visto che i proventi derivanti dalla vendita saranno devoluti ad associazioni animaliste o, come già è stato fatto, a strutture di ricovero animali locali.
CAMPO AUTONOMO ANTICAPITALISTA.
Si è concluso con grande successo il campo anticapitalista organizzato dagli autonomi del canavese! Una due giorni a che ha visto la partecipazione di vari gruppi autonomi tra cui ANS Torino, Autonomi Nazionalisti Eporediesi, Antispe Torino, Antispe Verona, Antispe Ivrea, Resistenza Femminile, …oltre che da sostenitori dell’autonomia. E’ stata inoltre molto gradita anche la partecipazione di alcuni attivisti di Offensiva Animalista provenienti dalla Svizzera.

Il campo, immerso nella verdeggiante natura e nei boschi del Canavese è stato il punto di incontro di questi gruppi per parlare e confrontarsi sulle tematiche che vengono portate avanti come anticapitalismo, disoccupazione, animalismo, controinformazione, DIY ed ecologismo oltre che un modo per conoscersi meglio. Tra musica, chiacchiere, pranzi e cene intorno al fuoco o nelle tende si è creata un’atmosfera piacevole e solidale che per qualche ora ci ha fatto distaccare del mondo e dal sistema opprimente che ci circonda. Da notare anche la scelta dei prodotti, sia alimentari che non: infatti sono stati utilizzati prodotti tipici e di produzione locale e non fabbricati da multinazionali proprio per rafforzare il significato e il senso di questo campo autonomo anticapitalista. È stata anche organizzata una raccolta differenziata nel rispetto dell’ambiente che ci ha ospitato in questi due giorni. Felici della buona riuscita del campo ringraziamo tutti i gruppi autonomi e i singoli nazionalisti che hanno supportato l'iniziativa. Da oggi il capitalismo ha un nuovo nemico!
AUTONOMIA NAZIONALE!

RAID DEI NO GLOBAL IN UN CAMPO DI MAIS TRANSGENICO
Una sessantina di manifestanti no global in tuta bianca, provenienti in gran parte dal Veneto, hanno fatto irruzione in un campo di mais coltivato a ogm, in provincia di Pordenone. I dimostranti hanno calpestato e distrutto le piante alte oltre un metro. A guidarli è stato Luca Tornatore, un ricercatore di Venezia che lavora all'università di Trieste e buona parte dei manifestanti sono stati successivamente fermati e identificati dalle forze dell'ordine accorse sul posto.
Indignato il Ministro dell'Agricoltura, Giancarlo Galan, da sempre ben disposto verso gli ogm che, con poco senso del ridicolo e forse rimasto agli anni settanta, parla di "azione squadristica" auspicando che le forze dell'ordine identifichino e puniscano al più presto gli autori di quest'azione definendoli "violenti e intolleranti". Mentre è giustificata la soddisfazione del leghista Luca Zaia, presidente della Regione Veneto: "Nei campi del Friuli Venezia Giulia è stata ripristinata la legalità. Abnorme era la situazione di Vivaro in cui vi era una coltivazione di mais ogm assolutamente illegale".
Che anche stavolta i compagni si siano dimostrati burattini e strumenti del potere è chiaro e lo testimonia l'approvazione del gesto da parte del Presidente della Regione Veneto Zaia, ma almeno questo gesto ha portato un risultato positivo per tutti. Questa è una dimostrazione di come nella guerra al globalcapitalismo le azioni dirette siano efficaci per distruggere ciò che è nocivo e velenoso per la nostra salute e per la nostra terra.
Indignato il Ministro dell'Agricoltura, Giancarlo Galan, da sempre ben disposto verso gli ogm che, con poco senso del ridicolo e forse rimasto agli anni settanta, parla di "azione squadristica" auspicando che le forze dell'ordine identifichino e puniscano al più presto gli autori di quest'azione definendoli "violenti e intolleranti". Mentre è giustificata la soddisfazione del leghista Luca Zaia, presidente della Regione Veneto: "Nei campi del Friuli Venezia Giulia è stata ripristinata la legalità. Abnorme era la situazione di Vivaro in cui vi era una coltivazione di mais ogm assolutamente illegale".
Che anche stavolta i compagni si siano dimostrati burattini e strumenti del potere è chiaro e lo testimonia l'approvazione del gesto da parte del Presidente della Regione Veneto Zaia, ma almeno questo gesto ha portato un risultato positivo per tutti. Questa è una dimostrazione di come nella guerra al globalcapitalismo le azioni dirette siano efficaci per distruggere ciò che è nocivo e velenoso per la nostra salute e per la nostra terra.
LUI DIFENDEVA LE BALENE. NOI DIFENDIAMO LUI!
Pete Bethune è un'attivista ambientalista neozelandese dell'associazione Sea Shepherd oltre che capitano della Ady Gill, la nave speronata e affondata dalla nave baleniera giapponese Shonan Maru 2 il 6 gennaio scorso mentre cercava di contrastare l'uccisione delle balene nell'antartico. La polizia giapponese aveva già inserito 3 attivisti della Sea Shepherd nella lista dei ricercati internazionali con l'accusa di aver sabotato nel 2007 una nave baleniera, ma questo è il primo arresto di un leader del gruppo ambientalista con l'accusa di essersi introdotto illegalmente su una nave battente la bandiera del Sol Levante. Da poco è iniziato in un tribunale di Tokyo, il processo all'attivista che attualmente è detenuto in un carcere di massima sicurezza su cui pesano accuse particolarmente gravi: violazione di domicilio, possessione di un'arma (un coltello usato per tagliare la rete al momento dell'imbarco), presunto pregiudizio a una persona, danni alla proprietà e interruzione delle normali attività commerciali.

Per questi motivi alcuni gruppi autonomi, tra cui Antispe, sabato 19 giugno hanno compiuto un volantinaggio a Ivrea a favore della scarcerazione di Bethune. Lo striscione aperto per l'occasione ha lanciato un messaggio forte e chiaro, un messaggio di solidarietà a tutti gli attivisti della Sea Shepherd che si battono nelle più remote acque degli oceani e di tutti coloro che lottano a favore dei diritti animali contro chi, come il Giappone, continua a praticare la caccia indiscriminata alle balene ma non solo, anche tonni, delfini, orche, squali e foche, facendo poi passare questo massacro come "ricerca scientifica". La loro carne diventa un alimento principale dei fast food e dei ristoranti nipponici tanto che il whaleburger è diventato quasi un piatto nazionale ma grazie alle azioni della Sea Shepherd contro delle baleniere nell'antartico nella stagione 2009-2010 più 800 balene hanno evitato di venire assassinate.

Anche tu puoi fare qualcosa per appoggiare la scarcerazione di Pete Bethune semplicemente scrivendo e-mail, lettere, fax o telefonando a una delle seguenti ambasciate giapponesi, esprimendo la vostra preoccupazione sulla caccia illegale alle balene, sulle assurde accuse al Capitano Bethune, e chiedendo il motivo per cui il Giappone non ha istruito nessuna inchiesta per l'affondamento della nave Ady Gil.
Primo Ministro Giapponese Yukio Hatoyama
Cabinet Office, Government of Japan
1-6-1 Nagata-cho
Chiyoda-ku, Tokyo 100-8968
JAPAN
Phone: +81-3-5253-2111
Commandant Suzuki Hisayasu
Japan Coast Guard
2-1-3 Kasumigaseki
Chiyoda-ku, Tokyo 100-8918
JAPAN
Phone: +81-3-3591-6361
Ambasciata del Giappone in Italia
Ambasciatore Hiroyasu ANDO
Via Quintino Sella, 60
00187 Roma, Italia
Phone: +39.06.487991
Fax: +39.06.4873316
E chiedere alla Nuova Zelanda di agire e di attivarsi per dare supporto a un loro cittadino che è stato dichiarato prigioniero politico, e per richiedere una inchiesta formale sull'affondamento della nave battente bandiera Neozelandese 'Ady Gil'.
Hon. John Key, Prime Minister
Freepost Parliament
Parliament Office, Private Bag 18888
Parliament Buildings, Wellington 6160
NEW ZEALAND
Email: j.key@ministers.govt.nz
Hon. Murray McCully, Minister of Foreign Affairs
Freepost Parliament
Parliament Office, Private Bag 18888
Parliament Buildings, Wellington 6160
NEW ZEALAND
Email: m.mccully@ministers.govt.nz
TUTTI QUANTI DOBBIAMO AVERE IL NOSTRO RUOLO E LAVORARE INSIEME PER AIUTARE PETE E LE BALENE!!!

Per questi motivi alcuni gruppi autonomi, tra cui Antispe, sabato 19 giugno hanno compiuto un volantinaggio a Ivrea a favore della scarcerazione di Bethune. Lo striscione aperto per l'occasione ha lanciato un messaggio forte e chiaro, un messaggio di solidarietà a tutti gli attivisti della Sea Shepherd che si battono nelle più remote acque degli oceani e di tutti coloro che lottano a favore dei diritti animali contro chi, come il Giappone, continua a praticare la caccia indiscriminata alle balene ma non solo, anche tonni, delfini, orche, squali e foche, facendo poi passare questo massacro come "ricerca scientifica". La loro carne diventa un alimento principale dei fast food e dei ristoranti nipponici tanto che il whaleburger è diventato quasi un piatto nazionale ma grazie alle azioni della Sea Shepherd contro delle baleniere nell'antartico nella stagione 2009-2010 più 800 balene hanno evitato di venire assassinate.

Anche tu puoi fare qualcosa per appoggiare la scarcerazione di Pete Bethune semplicemente scrivendo e-mail, lettere, fax o telefonando a una delle seguenti ambasciate giapponesi, esprimendo la vostra preoccupazione sulla caccia illegale alle balene, sulle assurde accuse al Capitano Bethune, e chiedendo il motivo per cui il Giappone non ha istruito nessuna inchiesta per l'affondamento della nave Ady Gil.
Primo Ministro Giapponese Yukio Hatoyama
Cabinet Office, Government of Japan
1-6-1 Nagata-cho
Chiyoda-ku, Tokyo 100-8968
JAPAN
Phone: +81-3-5253-2111
Commandant Suzuki Hisayasu
Japan Coast Guard
2-1-3 Kasumigaseki
Chiyoda-ku, Tokyo 100-8918
JAPAN
Phone: +81-3-3591-6361
Ambasciata del Giappone in Italia
Ambasciatore Hiroyasu ANDO
Via Quintino Sella, 60
00187 Roma, Italia
Phone: +39.06.487991
Fax: +39.06.4873316
E chiedere alla Nuova Zelanda di agire e di attivarsi per dare supporto a un loro cittadino che è stato dichiarato prigioniero politico, e per richiedere una inchiesta formale sull'affondamento della nave battente bandiera Neozelandese 'Ady Gil'.
Hon. John Key, Prime Minister
Freepost Parliament
Parliament Office, Private Bag 18888
Parliament Buildings, Wellington 6160
NEW ZEALAND
Email: j.key@ministers.govt.nz
Hon. Murray McCully, Minister of Foreign Affairs
Freepost Parliament
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Parliament Buildings, Wellington 6160
NEW ZEALAND
Email: m.mccully@ministers.govt.nz
TUTTI QUANTI DOBBIAMO AVERE IL NOSTRO RUOLO E LAVORARE INSIEME PER AIUTARE PETE E LE BALENE!!!
MC DONALD'S NATIONAL BOYCOTT
Noi siamo continuamente sottoposti al bombardamento di stupida pubblicità, modelli consumisti e alla frenetica vita nelle grandi città, ma non ci vuole un' intelligenza particolare per iniziare a farsi delle domande su McDonald's e capire che qualcosa è decisamente sbagliato. McDonald's è una enorme multinazionale, una di quelle corporation con investimenti su vasti territori dei paesi poveri, venduti loro dalle regole del dollaro-affamatore e da oligarchie privilegiate. Milioni di ettari dei migliori terreni agricoli vengono sfruttati per il nostro benessere e Mc Donald's è completamente compromesso in questo imperialismo economico che vede inoltre la distruzione della foresta pluviale per dare maggiore spazio agli allevamenti di bovini e ai campi di foraggio, abbattendo le piante e con veleni letali, e contribuendo in questo modo ad aggravare la catastrofe ecologica.
Il menu di McDonald's è basato sulla carne. Vendono milioni di hamburger ogni giorno in 35 paesi del mondo. Questo significa la costante carneficina, giorno dopo giorno di animali nati e allevati solamente per essere trasformati in prodotti McDonald's.
Molti di loro, specialmente i polli ed i maiali, passano la loro vita in condizioni completamente artificiali in enormi fabbriche fattorie senza accesso all'aria aperta o alla luce del sole e nessuna libertà di movimento.

Questo è un tipico esempio dell'arroganza e della corruzione delle compagnie multinazionali nella loro infinita corsa a sempre maggiori profitti.
Ma prendiamo Mc Donald’s per quello che appare, cioè un ristorante. Il cibo prodotto poco salutare. Mc Donald's prova a spiegare nella sua "Guida Nutrizionale", piena di belle immagini, ma veramente inconsistente in quanto a fatti e grafici, che la massa prodotta da hamburger, patatine, coca cola, e milkshakes sono utili e nutrienti parti di ogni dieta.
Quello che non mettono in evidenza è che questo tipo di alimentazione è elevata nei grassi e negli zuccheri, nei prodotti animali e nel sale, ed è bassa in fibre, vitamine e minerali. Quello che viene descritto come un pasto tipo di McDonald's, è legato al cancro all'intestino, al seno ed alle malattie cardiache. Questi sono dati accertati dalla medicina, non teorie eccentriche.
Mc Donald’s non è solo cibo però. La formula del successo di Mc Donald’s è qualità, servizio e pulizia ed è una vera e propria ossessione per chi lavora in questo posto. Ogni prodotto che esce dalle cucine deve essere venduto nei due minuti successivi alla sua confezione: questo è qualità. I clienti devono essere serviti nei due minuti che seguono il loro ingresso nel locale: ecco il servizio. E tutte le apparecchiature sono fatte per essere facilmente smontate fino ai minimi pezzi e regolarmente sterilizzate. E anche l’area esterna al locale deve essere perfettamente pulita, infatti imballi, rifiuti e cartacce vengono eliminate in pochi secondi.
Con questa organizzazione,Mc Donald’s occupa su scala mondiale, a tempo pieno, mezzo milione di lavoratori. Ma i dipendenti se la vedono brutta in quanto a paga e condizioni di lavoro. Sono al lavoro la sera e nei week-end, passando lunghi periodi in ambienti caldi, puzzolenti e rumorosi. I suoi salari sono al minimo sindacale, icontratti sono temporanei e le possibilità di promozioni minime.
E' ovvio che tutte le grandi catene di negozi e giganti del cibo spazzatura dipendono per i loro grassi profitti dallo sfruttamento di gente giovane. McDonald's non è un'eccezione. La maggior parte dei lavoratori sono sotto i 21 anni e la struttura produttiva è priva di specializzazione: chiunque può friggere un hamburger o pulire i bagni o sorridere ai clienti.
McDonald’s fosse soltanto una multinazionale come tutte le altre che vende ed impone i suoi hamburger e basta a tutto il mondo ma è una di quelle compagnie che per il profitto passano sopra a tutto e tutti. In questa azienda non vengono tollerate le critiche e minacciano di ricorrere alle vie legali contro chiunque ponga problemi o critiche sull’operato della compagnia.
Un’altro motivo significativo è che la natura del business fatto dalla McDonald’s tocca questioni rilevanti della nostra vita quotidiana quali lo sfruttamento del lavoro, la distruzione dell’ambiente e la globalizzazione degli stili di vita e dei consumi.

La crescita di queste imprese equivale ad eliminare la scelta, non ad aumentarla. Sono uno degli esempi peggiori di industrie motivate solo dal profitto e ansiose di espandersi continuamente.
Questa mentalità materialista sta condizionando tutti gli spazi della nostra vita.
Vi consigliamo di guardare anche SUPER SIZE ME, un film/documentario divertente ed interessante che narra le vicissitudini di un cittadino americano che vuole verificare su se stesso l'effetto che ha sul suo corpo affidare completamente per un mese la propria alimentazione nelle mani di Mc Donald's.
10 kg in più e delle analisi cliniche che lasciano sconcertati i medici che seguivano il protagonista dall'inizio del mese di Mc alimentazione.Nello stesso film ci sono molte informazioni sulla situazione dell'alimentazione industriale e dell'"epidemia" di obesità negli USA. Immagini sconcertanti, ma vere.
LE MULTINAZIONALI DEL CIBO
Nei supermercati molte confezioni presentano immagini di fattorie e contadini, con palizzate dei legno e bei prati verdi. Qui le stagioni non esitano più. Si può acquistare qualsiasi tipo di frutta e verdura. Per esempio i pomodori. I pomodori vengono raccolti ancora acerbi e fatti maturare con l’etilene. Questi hanno l’aspetto del pomodoro ma in realtà lo sono solo in apparenza, ne rappresentano solo l’idea. Invece nel reparto delle carni non si trovano più tagli con l’osso . E’ stato calato deliberatamente un sipario tra consumatore e luogo di provenienza del cibo.
Le industrie non vogliono che si sappia la verità. Se il consumatore la conoscesse non comprerebbe.
Seguendo a ritroso la filiera produttiva delle confezioni di carne che troviamo in un supermercato non troveremmo certo una fattoria, ma una fabbrica. La realtà è ben diversa da ciò che si crede. La carne viene lavorata da grandi multinazionali che hanno poco a che fare con tenute agricole e allevatori. Oggi il cibo viene lavorato da gigantesche catene di montaggio. Gli animali e i lavoratori vengono sfruttati e maltrattati. Gli alimenti sono diventati pericolosi e ciò ci viene volutamente nascosto. Esiste un ristretto gruppo di multinazionali che controlla l’intera produzione alimentare, dal seme al supermercato e che sta assumendo un sempre più crescente potere.
Non è solo una questione di cibo, sono a rischio anche la libertà di espressione e il diritto di informazione. Non è solo la nostra salute a essere in pericolo. Le multinazionali non vogliono che gli allevatori parlino e che queste cose si sappiano. Noi mangiamo molti alimenti senza sapere da dove provengono anche perche ignari del grande potere dell’industria alimentare.
Bisogna essere consapevoli che esiste un mondo che ci viene volutamente nascosto e bisogna sollevare quel sipario che occulta fatti di grande importanza.
Quindi andiamo per gradi, e diciamo che questo tipo di industria alimentare di vaste proporzioni ha avuto origine con i fast food. I fratelli Mc Donald’s ne possedevano uno ma poi cercarono di rivoluzionarlo. Tagliarono i costi e semplificarono la conduzione. Licenziarono i camerieri ed eliminarono molti piatti del menu. Lo rivoluzionarono completamente. In pratica introdussero nelle cucine una gestione industriale. Ciascun dipendente era addestrato a eseguire un solo compito in modo molto ripetitivo. Ogni lavoratore svolgeva un’unica mansione prendeva uno stipendio basso e poteva essere rimpiazzato facilmente. Il cibo costava poco ma aveva un buon sapore. Questo nuovo tipo di ristorante ebbe un enorme successo, straordinario. Quest’idea di uniformità ed economicità applicata su vasta scala ha comportato molteplici e involontarie conseguenze.

Dato che Mc Donald’s è il maggior compratore di carne di manzo macinata e vogliono che i loro hamburger abbiamo lo stesso sapore ovunque. Ricordiamo che Mc Donald’s si trova in ogni angolo del pianeta. Le industrie hanno trasformato anche il modo di produrre quel tipo di carne. Mc Donald’s è anche la più grande acquirente di patate, di polli, di carne di maiale, di pomodori, di insalata e anche di mele. Visto che le grandi catene di fast food voglio lavorare con grossi fornitori oggi l’industria alimentare è controllata da un ristretto numero di società.
Anche chi non frequenta i fast food mangia carne prodotta da questo tipo di sistema industriale. Se prendiamo una vaschetta di carne al supermercato e ne leggiamo l’etichetta, sono riportati alcuni nomi di allevatori diversi ma in realtà l’intero mercato è controllato da tre o quattro aziende. In passato non sono mai esistite società cosi grandi e tanto potenti. Ciò è dovuto all’industrializzazione.
L’industrializzazione ha trasformato anche il modo di allevare gli animali. Per esempio i polli rispetto a 50 anni fa vengono fatti crescere e macellati in poco più della metà del tempo e le loro dimensioni sono raddoppiate. I polli vengono nutriti per far diventare i loro petti più grandi. La trasformazione non ha riguardato solo gli animali ma ha coinvolto anche gli allevatori. Infatti gli avicoltori non hanno il controllo degli animali. Sono le società che sono proprietarie dei pulcini, dalla nascita fino alla macellazione. I processi sono altamente meccanizzati tutti gli animali devono avere più o meno la stessa dimensione.
I pulcini vengono allevati in ambienti malsani e sporchi dove l’aria è irrespirabile. Crescono in fretta grazie a mangimi trattati e ricchi di antibiotici contro i batteri che però diventano inefficaci perche a lungo andare i batteri creano una resistenza. Le ossa e gli organi interni non riescono a tenere il passo con una crescita tanto veloce così molti appena si alzano cadono a terra perche le zampe non riescono a sostenere il peso. Con il sistema di produzione intensivo si ottiene una grande quantità di cibo in piccoli appezzamenti e con costi molto molto ridotti. Questo non significa allevare ma produrre in massa. L’abbondanza e quantità di scelta che ci offrono i supermercati è fittizia e le diversità sono solo un’illusione siccome le aziende del settore sono poche e le colture limitate.
Gran parte del cibo industriale è il risultato di un’abile manipolazione di un cereale che ha conquistato il mondo, il mais. Questo anche grazie alle politiche governative che consentono di coltivalo in perdita per interesse delle multinazionali che lo acquistano in sottocosto e esercitano pressione sui governi e sui parlamenti perche approvino delle leggi sulla produzione agricola. Incoraggiano i contadini a coltivarne il più possibile e a espandere le aree produttive perche i produttori vengono sovvenzionarti sulla quantità.

Ciò che molti non sanno è che il cibo viene spesso manipolato. Ora si sa come modificarlo per accentuarne la e consistenza e il sapore, si combinano i vari elementi per ottenere cibi nuovi che non si deteriorano e non irancidiscono. Se andate nella vostra cucina e prendete qualche alimento e ne leggete l’etichetta, vi stupirete nel vedere che probabilmente contiene derivati di mais e soia. Infatti il mais è la materia prima per eccellenza nel campo alimentare. Lo si può trovare anche nei mangimi, e di conseguenza nella carne. I costi molto bassi del mais hanno reso possibile l’abbassamento del prezzo della carne ed è anche per questo che ora il consumo di carne è molto più elevato, soprattutto nei paesi occidentali.
Come sapete, le mucche e gli altri animali da allevamento non si nutrono di mais in realtà ma di erba però grazie al mais riescono a ingrassare più velocemente e la presenza di mais nei mangimi ha portato lo sviluppo però di un’infezione: l’ E coli0157h7. Questa infezione è il risultato degli allevamenti intensivi e se una mucca è affetta contagerà le altre ecco come si contagia la carne e di conseguenza i consumatori. L’E coli possibile trovarlo anche nella verdura per via dei liquami provenienti dagli allevamenti e poi assorbiti dalle piante. C’è da dire che le intossicazioni alimentari sono sempre esistite ma si pensa che l’impiego della tecnologia comporti maggiori sicurezza ma in realtà gli impianti lavorazione sono sempre più grandi e mono facili da controllare e questo rende l’ambiente ideale per la proliferazione di agenti patogeni. L’azione degli enti di controllo è incredibilmente poco incisiva ed è ciò che vogliono le industrie. Per colpa anche dalla complicità di essi molte persone sono morte di questa malattia.
Vi diamo qualche suggerimento per saperne di più su queste multinazionali e sull’industria alimentare consigliandovi di vedere il film FOOD,inc. un film di Robert Kenner che, come già suggerisce la copertina, non ti farà più guardare il cibò allo stesso modo.
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