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IVREA 13-11-2010: MANIFESTAZIONE CONTRO LA VIVISEZIONE



Sabato 13 novembre a Ivrea un centinaio di attivisti hanno preso parte alla manifestazione contro la VIVISEZIONE e contro le MULTINAZIONALI che la sfruttano.
Insieme ai simpatizzanti erano anche presenti alcuni gruppi locali come Antispe Ivrea e Antispe Torino, ma anche provenienti da diverse città italiane e non, tra i quali Antispe Verona, Antispe Bergamo, Autonomi Nazionalisti Roma, l'associazione ambientalista Memento Naturae e dalla Svizzera Offensiva Animalista.
Uniti per portare avanti la battaglia di sensibilizzazione e denuncia contro la sperimantazione scientifica, hanno attraversato le vie e le piazze più importanti della città, lanciando slogan, distribuendo centinaia di volantini che invitavano a boicottare le multinazionali che si servono della vivisezione per torturare inutilmente milioni di animali in nome del Dio Denaro e a favore di un consumo più consapevole, hanno riscosso grande interesse e consensi da parte della gente che al nostro passaggio applaudiva e chiedeva maggiori informazioni.
Questa è stato il primo grande passo di questa battaglia per sensibilizzare e ricordare che la vivisezione è un CRIMINE, che gli animali vanno sempre difesi e NON STRUMENTALIZZATI e che la lotta per la liberazione animale non ha nessun colore politico!!!



A RISPETTO DELL'AMBIENTE

Gli Autonomi Nazionalisti locali lanciano una campagna di sensibilizzazione a favore del rispetto dell'ambiente. Ognuno può contribuire a salvaguardare l'ambiente con un piccolo gesto come quello di scegliere di fare la spesa con borse riutilizzabili invece che comprare i sacchetti di plastica in vendita nei supermercati come fa la maggior parte degli italiani. Ad alcune persone può sembrare un'azione banale e ovvia, ma non lo è affatto: se tutti utilizzassero borse riutilizzabili si potrebbe notare una sensibile riduzione delle spese oltre che dell'inquinamento.
A questo proposito vi informiamo che presso lo Shop Autonomo sono disponibili le ECOBAG, borse riutilizzabili che nascono da un'idea semplice: educare all'ecologia e al riuso invece che al consumismo. Inoltre sono anche belle da usare come borse da passeggio o possono trovare un secondo utilizzo in casa.
Le ECOBAG sono realizzate con tessuti scelti per la loro resistenza e create in base al criterio estetico con tematiche ecoligiste e animaliste. Infatti sono disponibili in diverse varianti.
Inoltre l'acquisto di queste borse forniranno un'aiuto a chi si prende cura degli animali e ne difende i diritti visto che i proventi derivanti dalla vendita saranno devoluti ad associazioni animaliste o, come già è stato fatto, a strutture di ricovero animali locali.

RAID DEI NO GLOBAL IN UN CAMPO DI MAIS TRANSGENICO

Una sessantina di manifestanti no global in tuta bianca, provenienti in gran parte dal Veneto, hanno fatto irruzione in un campo di mais coltivato a ogm, in provincia di Pordenone. I dimostranti hanno calpestato e distrutto le piante alte oltre un metro. A guidarli è stato Luca Tornatore, un ricercatore di Venezia che lavora all'università di Trieste e buona parte dei manifestanti sono stati successivamente fermati e identificati dalle forze dell'ordine accorse sul posto.
Indignato il Ministro dell'Agricoltura, Giancarlo Galan, da sempre ben disposto verso gli ogm che, con poco senso del ridicolo e forse rimasto agli anni settanta, parla di "azione squadristica" auspicando che le forze dell'ordine identifichino e puniscano al più presto gli autori di quest'azione definendoli "violenti e intolleranti". Mentre è giustificata la soddisfazione del leghista Luca Zaia, presidente della Regione Veneto: "Nei campi del Friuli Venezia Giulia è stata ripristinata la legalità. Abnorme era la situazione di Vivaro in cui vi era una coltivazione di mais ogm assolutamente illegale".

Che anche stavolta i compagni si siano dimostrati burattini e strumenti del potere è chiaro e lo testimonia l'approvazione del gesto da parte del Presidente della Regione Veneto Zaia, ma almeno questo gesto ha portato un risultato positivo per tutti. Questa è una dimostrazione di come nella guerra al globalcapitalismo le azioni dirette siano efficaci per distruggere ciò che è nocivo e velenoso per la nostra salute e per la nostra terra.

MC DONALD'S NATIONAL BOYCOTT

Noi siamo continuamente sottoposti al bombardamento di stupida pubblicità, modelli consumisti e alla frenetica vita nelle grandi città, ma non ci vuole un' intelligenza particolare per iniziare a farsi delle domande su McDonald's e capire che qualcosa è decisamente sbagliato.
McDonald's è una enorme multinazionale, una di quelle corporation con investimenti su vasti territori dei paesi poveri, venduti loro dalle regole del dollaro-affamatore e da oligarchie privilegiate. Milioni di ettari dei migliori terreni agricoli vengono sfruttati per il nostro benessere e Mc Donald's è completamente compromesso in questo imperialismo economico che vede inoltre la distruzione della foresta pluviale per dare maggiore spazio agli allevamenti di bovini e ai campi di foraggio, abbattendo le piante e con veleni letali, e contribuendo in questo modo ad aggravare la catastrofe ecologica.

Il menu di McDonald's è basato sulla carne. Vendono milioni di hamburger ogni giorno in 35 paesi del mondo. Questo significa la costante carneficina, giorno dopo giorno di animali nati e allevati solamente per essere trasformati in prodotti McDonald's.
Molti di loro, specialmente i polli ed i maiali, passano la loro vita in condizioni completamente artificiali in enormi fabbriche fattorie senza accesso all'aria aperta o alla luce del sole e nessuna libertà di movimento.

Questo è un tipico esempio dell'arroganza e della corruzione delle compagnie multinazionali nella loro infinita corsa a sempre maggiori profitti.

Ma prendiamo Mc Donald’s per quello che appare, cioè un ristorante. Il cibo prodotto poco salutare. Mc Donald's prova a spiegare nella sua "Guida Nutrizionale", piena di belle immagini, ma veramente inconsistente in quanto a fatti e grafici, che la massa prodotta da hamburger, patatine, coca cola, e milkshakes sono utili e nutrienti parti di ogni dieta.
Quello che non mettono in evidenza è che questo tipo di alimentazione è elevata nei grassi e negli zuccheri, nei prodotti animali e nel sale, ed è bassa in fibre, vitamine e minerali. Quello che viene descritto come un pasto tipo di McDonald's, è legato al cancro all'intestino, al seno ed alle malattie cardiache. Questi sono dati accertati dalla medicina, non teorie eccentriche.

Mc Donald’s non è solo cibo però. La formula del successo di Mc Donald’s è qualità, servizio e pulizia ed è una vera e propria ossessione per chi lavora in questo posto. Ogni prodotto che esce dalle cucine deve essere venduto nei due minuti successivi alla sua confezione: questo è qualità. I clienti devono essere serviti nei due minuti che seguono il loro ingresso nel locale: ecco il servizio. E tutte le apparecchiature sono fatte per essere facilmente smontate fino ai minimi pezzi e regolarmente sterilizzate. E anche l’area esterna al locale deve essere perfettamente pulita, infatti imballi, rifiuti e cartacce vengono eliminate in pochi secondi.
Con questa organizzazione,Mc Donald’s occupa su scala mondiale, a tempo pieno, mezzo milione di lavoratori. Ma i dipendenti se la vedono brutta in quanto a paga e condizioni di lavoro. Sono al lavoro la sera e nei week-end, passando lunghi periodi in ambienti caldi, puzzolenti e rumorosi. I suoi salari sono al minimo sindacale, icontratti sono temporanei e le possibilità di promozioni minime.
E' ovvio che tutte le grandi catene di negozi e giganti del cibo spazzatura dipendono per i loro grassi profitti dallo sfruttamento di gente giovane. McDonald's non è un'eccezione. La maggior parte dei lavoratori sono sotto i 21 anni e la struttura produttiva è priva di specializzazione: chiunque può friggere un hamburger o pulire i bagni o sorridere ai clienti.

McDonald’s fosse soltanto una multinazionale come tutte le altre che vende ed impone i suoi hamburger e basta a tutto il mondo ma è una di quelle compagnie che per il profitto passano sopra a tutto e tutti. In questa azienda non vengono tollerate le critiche e minacciano di ricorrere alle vie legali contro chiunque ponga problemi o critiche sull’operato della compagnia.

Un’altro motivo significativo è che la natura del business fatto dalla McDonald’s tocca questioni rilevanti della nostra vita quotidiana quali lo sfruttamento del lavoro, la distruzione dell’ambiente e la globalizzazione degli stili di vita e dei consumi.

La crescita di queste imprese equivale ad eliminare la scelta, non ad aumentarla. Sono uno degli esempi peggiori di industrie motivate solo dal profitto e ansiose di espandersi continuamente.

Questa mentalità materialista sta condizionando tutti gli spazi della nostra vita.

Vi consigliamo di guardare anche SUPER SIZE ME, un film/documentario divertente ed interessante che narra le vicissitudini di un cittadino americano che vuole verificare su se stesso l'effetto che ha sul suo corpo affidare completamente per un mese la propria alimentazione nelle mani di Mc Donald's.
10 kg in più e delle analisi cliniche che lasciano sconcertati i medici che seguivano il protagonista dall'inizio del mese di Mc alimentazione.
Nello stesso film ci sono molte informazioni sulla situazione dell'alimentazione industriale e dell'"epidemia" di obesità negli USA. Immagini sconcertanti, ma vere.

LE MULTINAZIONALI DEL CIBO

Nei supermercati molte confezioni presentano immagini di fattorie e contadini, con palizzate dei legno e bei prati verdi. Qui le stagioni non esitano più. Si può acquistare qualsiasi tipo di frutta e verdura. Per esempio i pomodori. I pomodori vengono raccolti ancora acerbi e fatti maturare con l’etilene. Questi hanno l’aspetto del pomodoro ma in realtà lo sono solo in apparenza, ne rappresentano solo l’idea.
Invece nel reparto delle carni non si trovano più tagli con l’osso . E’ stato calato deliberatamente un sipario tra consumatore e luogo di provenienza del cibo.

Le industrie non vogliono che si sappia la verità. Se il consumatore la conoscesse non comprerebbe.

Seguendo a ritroso la filiera produttiva delle confezioni di carne che troviamo in un supermercato non troveremmo certo una fattoria, ma una fabbrica. La realtà è ben diversa da ciò che si crede. La carne viene lavorata da grandi multinazionali che hanno poco a che fare con tenute agricole e allevatori. Oggi il cibo viene lavorato da gigantesche catene di montaggio. Gli animali e i lavoratori vengono sfruttati e maltrattati. Gli alimenti sono diventati pericolosi e ciò ci viene volutamente nascosto. Esiste un ristretto gruppo di multinazionali che controlla l’intera produzione alimentare, dal seme al supermercato e che sta assumendo un sempre più crescente potere.
Non è solo una questione di cibo, sono a rischio anche la libertà di espressione e il diritto di informazione. Non è solo la nostra salute a essere in pericolo. Le multinazionali non vogliono che gli allevatori parlino e che queste cose si sappiano. Noi mangiamo molti alimenti senza sapere da dove provengono anche perche ignari del grande potere dell’industria alimentare.

Bisogna essere consapevoli che esiste un mondo che ci viene volutamente nascosto e bisogna sollevare quel sipario che occulta fatti di grande importanza.

Quindi andiamo per gradi, e diciamo che questo tipo di industria alimentare di vaste proporzioni ha avuto origine con i fast food. I fratelli Mc Donald’s ne possedevano uno ma poi cercarono di rivoluzionarlo. Tagliarono i costi e semplificarono la conduzione. Licenziarono i camerieri ed eliminarono molti piatti del menu. Lo rivoluzionarono completamente. In pratica introdussero nelle cucine una gestione industriale. Ciascun dipendente era addestrato a eseguire un solo compito in modo molto ripetitivo. Ogni lavoratore svolgeva un’unica mansione prendeva uno stipendio basso e poteva essere rimpiazzato facilmente. Il cibo costava poco ma aveva un buon sapore. Questo nuovo tipo di ristorante ebbe un enorme successo, straordinario. Quest’idea di uniformità ed economicità applicata su vasta scala ha comportato molteplici e involontarie conseguenze.

Dato che Mc Donald’s è il maggior compratore di carne di manzo macinata e vogliono che i loro hamburger abbiamo lo stesso sapore ovunque. Ricordiamo che Mc Donald’s si trova in ogni angolo del pianeta. Le industrie hanno trasformato anche il modo di produrre quel tipo di carne. Mc Donald’s è anche la più grande acquirente di patate, di polli, di carne di maiale, di pomodori, di insalata e anche di mele. Visto che le grandi catene di fast food voglio lavorare con grossi fornitori oggi l’industria alimentare è controllata da un ristretto numero di società.
Anche chi non frequenta i fast food mangia carne prodotta da questo tipo di sistema industriale. Se prendiamo una vaschetta di carne al supermercato e ne leggiamo l’etichetta, sono riportati alcuni nomi di allevatori diversi ma in realtà l’intero mercato è controllato da tre o quattro aziende. In passato non sono mai esistite società cosi grandi e tanto potenti. Ciò è dovuto all’industrializzazione.

L’industrializzazione ha trasformato anche il modo di allevare gli animali. Per esempio i polli rispetto a 50 anni fa vengono fatti crescere e macellati in poco più della metà del tempo e le loro dimensioni sono raddoppiate. I polli vengono nutriti per far diventare i loro petti più grandi. La trasformazione non ha riguardato solo gli animali ma ha coinvolto anche gli allevatori. Infatti gli avicoltori non hanno il controllo degli animali. Sono le società che sono proprietarie dei pulcini, dalla nascita fino alla macellazione. I processi sono altamente meccanizzati tutti gli animali devono avere più o meno la stessa dimensione. I pulcini vengono allevati in ambienti malsani e sporchi dove l’aria è irrespirabile. Crescono in fretta grazie a mangimi trattati e ricchi di antibiotici contro i batteri che però diventano inefficaci perche a lungo andare i batteri creano una resistenza. Le ossa e gli organi interni non riescono a tenere il passo con una crescita tanto veloce così molti appena si alzano cadono a terra perche le zampe non riescono a sostenere il peso.

Con il sistema di produzione intensivo si ottiene una grande quantità di cibo in piccoli appezzamenti e con costi molto molto ridotti. Questo non significa allevare ma produrre in massa. L’abbondanza e quantità di scelta che ci offrono i supermercati è fittizia e le diversità sono solo un’illusione siccome le aziende del settore sono poche e le colture limitate.
Gran parte del cibo industriale è il risultato di un’abile manipolazione di un cereale che ha conquistato il mondo, il mais. Questo anche grazie alle politiche governative che consentono di coltivalo in perdita per interesse delle multinazionali che lo acquistano in sottocosto e esercitano pressione sui governi e sui parlamenti perche approvino delle leggi sulla produzione agricola. Incoraggiano i contadini a coltivarne il più possibile e a espandere le aree produttive perche i produttori vengono sovvenzionarti sulla quantità.

Ciò che molti non sanno è che il cibo viene spesso manipolato. Ora si sa come modificarlo per accentuarne la e consistenza e il sapore, si combinano i vari elementi per ottenere cibi nuovi che non si deteriorano e non irancidiscono. Se andate nella vostra cucina e prendete qualche alimento e ne leggete l’etichetta, vi stupirete nel vedere che probabilmente contiene derivati di mais e soia. Infatti il mais è la materia prima per eccellenza nel campo alimentare. Lo si può trovare anche nei mangimi, e di conseguenza nella carne. I costi molto bassi del mais hanno reso possibile l’abbassamento del prezzo della carne ed è anche per questo che ora il consumo di carne è molto più elevato, soprattutto nei paesi occidentali.

Come sapete, le mucche e gli altri animali da allevamento non si nutrono di mais in realtà ma di erba però grazie al mais riescono a ingrassare più velocemente e la presenza di mais nei mangimi ha portato lo sviluppo però di un’infezione: l’ E coli0157h7. Questa infezione è il risultato degli allevamenti intensivi e se una mucca è affetta contagerà le altre ecco come si contagia la carne e di conseguenza i consumatori. L’E coli possibile trovarlo anche nella verdura per via dei liquami provenienti dagli allevamenti e poi assorbiti dalle piante. C’è da dire che le intossicazioni alimentari sono sempre esistite ma si pensa che l’impiego della tecnologia comporti maggiori sicurezza ma in realtà gli impianti lavorazione sono sempre più grandi e mono facili da controllare e questo rende l’ambiente ideale per la proliferazione di agenti patogeni. L’azione degli enti di controllo è incredibilmente poco incisiva ed è ciò che vogliono le industrie. Per colpa anche dalla complicità di essi molte persone sono morte di questa malattia.

Vi diamo qualche suggerimento per saperne di più su queste multinazionali e sull’industria alimentare consigliandovi di vedere il film FOOD,inc. un film di Robert Kenner che, come già suggerisce la copertina, non ti farà più guardare il cibò allo stesso modo.

29 MAGGIO "SOLIDARIETA' NAZIONALE"


I nuovi assetti del capitalismo globale hanno prodotto una crisi del sistema produttivo europeo che comincia a farsi sentire in maniera pesante! Delocalizzazioni, chiusure, licenziamenti sono ormai all’ordine del giorno nell’intera Val di Susa, come pure in tutto il Piemonte, in Italia e in molte nazioni europee.



Le aziende smantellate difficilmente riapriranno! C’è un intero continente che si sta deindustrializzando e subisce quasi in silenzio gli effetti devastanti di decenni di mondialismo e globalizzazione economica. Il risultato è uguale ovunque: pochi si arricchiscono a livelli inuditi mentre moltissimi perdono il posto di lavoro, con poche speranze di trovarne uno nuovo o con davanti una prospettiva fatta di precarizzazione e lavori occasionali, sottopagati e senza futuro. E non sono solo i giovani a subire tutto ciò, come vorrebbe farci credere il sistema: il fenomeno colpisce sempre di più persone sui 40 anni e oltre, persone che si trovano improvvisamente tagliate fuori dal mondo del lavoro, rese inutili da un sistema che ha nel Profitto la sua unica ragion d’essere, condannando intere popolazioni ad un futuro di stenti e miseria.



E’ tempo di reagire, iniziando con il prendere coscienza che ci si trova in una situazione del tutto nuova e diversa dalle crisi affrontate in passato! Siamo in presenza di una crisi STRUTTURALE, ossia PERMANENTE, i cui effetti negativi si faranno sentire per decenni sui nostri territori!



Per difendere il sistema produttivo valsusino, piemontese, italiano ed europeo e per recuperare i milioni di posti di lavoro perduti non servono le buone intenzioni così come non serve rincorrere la competitività a tutti i costi con nazioni come la Cina, una corsa che sarebbe solo utile ai capitalisti globali, che imporrebbero in tal modo condizioni sempre peggiori ai lavoratori e ai cittadini di tutta Europa.



Per contrastare tale quadro serve una diversa soluzione, ma bisogna invertire la rotta!



L’iniziativa deve partire da noi stessi, smettendo di credere agli inganni del sistema capitalista e delle logiche del libero mercato, superarando la mentalità consumistica che ha inaridito il nostro modo di vivere, cominciando a rifiutare il deleterio modello di sviluppo mondialista che ci vuole non Cittadini di una Nazione, con Diritti e dignità, ma meri ‘consumatori’ in balia delle scelte dei Padroni del Mondo!



Solo così si potrà ripartire con VERE politiche di rilancio del territorio, fermando le speculazioni finanziarie che ci impoveriscono, bloccando l’afflusso indiscriminato di merci dall’oriente imponendo dazi pesantissimi, ritornando ad un’economia di produzione tramite la RILOCALIZZAZIONE sul territorio nazionali degli impianti produttivi grossi e piccoli, dando lavoro a tutti i cittadini italiani.

IL CAPITALISMO STA SEPPELLENDO L'EUROPA E UNA FETTA CRESCENTE DI SUOI CITTADINI!

UNA RESISTENZA NAZIONALE E ANTI-CAPITALISTA È LA VIA DA SEGUIRE!

E’ TEMPO DI RIAPPROPRIARCI DEL NOSTRO FUTURO!

P.O.W. INNOST

Recentemente Resistance Women Unity ha fatto nascere il progetto P.O.W.Innost,un progetto per aiutare i compagni, gli amici che si sono ribellati al sistema. Noi non possiamo capire come sia sottile la linea tra libertà e prigionia soprattutto in paesi come la Germania e la Repubblica Ceca. È un progetto innovativo perche a ogni prigioniero corrisponde una Resistance Women Unity attivista, che si preoccupa sia di fargli ricevere ciò che gli amici e i compagni gli mandano per supportarlo, sia di sostenerlo mentalmente in questo momento delicato.



Resistenza Femminile offre il pieno supporto a questa iniziativa e ovviamente ogni sostegno è è per loro sicuramente il benvenuto, quindi per chi fosse interessato a sostenere il progetto P.O.W. Innost, il numero di conto è 2080275133/0800.

Berlin police arrest 250 neo-Nazis in illegal May Day rally

Berlin : Around 250 neo-Nazis were arrested on Saturday for staging an illegal May Day rally in Berlin's city center, according to the press.

Those arrested were reportedly taken away by several busses after police surrounded the far-right group, among them neo-Nazis from Spain, Italy and the Czech Republic, in Berlin's Kurfuerstendamm district for gathering illegally away from an earlier authorized demonstration route.

Fearing bloody street clashes, police separated radical leftist and neo-Nazi militants who spent hours vying for control of May Day demonstration routes through the German capital.

Thousands of counter demonstrators staged sit-ins and blocked streets, forcing neo-Nazis to cut short their planned demonstrations in Berlin.

The demonstration route had been approved by police under German laws protecting the constitutional right of everyone to demonstrate.

Fonte:http://twocircles.net

BERLINO 1 MAGGIO 2010.


Sabato primo maggio una delegazione di nazionalisti italiani ha partecipato alla marcia che si è svolta a Berlino contro lo sfruttamento nel mondo del lavoro.
Bisogna combattere per ripristinare un'idea di lavoro come attività sociale che deve formare il carattere dell'uomo, non schiacciarlo e sopprimere il suo essere come succede al giorno d'oggi.
I governi presi come ostaggi dalle multinazionali ti impongono di comprare determinati prodotti, impoverendo così l'economia nazionale e contribuendo allo sfruttamento dei lavoratori.
Per questo noi ci siamo sentiti in diritto di portare la nostra solidarietà e di marciare al fianco dei nazionalisti tedeschi, per un'Europa anticapitalista.
SOLIDARIETA' NAZIONALE!



NON DARE IL 5XMILLE ALLA VIVISEZIONE!

La ricerca scentifica viene finanziata anche dalle nostre tasse. Infatti moltissime sono le associazioni a cui è possibile destinare il 5 x mille. Se non si fa attenzione, però, si rischia di finanziare associazioni o istituti che, in nome della "ricerca", fanno ricorso alla pratica criminale della vivisezione.
La vivisezione è ORRORE PURO: milioni di esseri viventi ogni anno conducono, chiusi in una gabbia, un'esistenza fatta di sofferenza e prigionia. Esperimenti dolorosissimi, svolti per giorni, settimane, mesi, fino ad arrivare alla morte. L'anestesia e l'anelgesia sono usate solo nel 30% dei casi e spesso questi "ricercatori" ricorrono anche al taglio delle corde vocali affinchè l'animale non possa urlare il proprio strazio!
Esperimenti svolti per la medicina, ma non solo: il 70% dei test infatti riguardano infatti prodotti cosmetici, detersivi, colle, forni a microonde, vernici, lucidi da scarpe, coloranti...
Tanta sofferenza è immorale e indegna in una società che si ritiene "civile"!
Ed è anche inutile per il benessere e la salute umana: è nostra convinzione che metodi scentifici alternativi, centrati su dati riferiti direttamente all'essere umano (come gli stidi sull'ingegneria dei tessuti , l'utilizzo di modelli matematici o computerizzati, tecniche non invasive di analisi...), si possono ottenere risultati ben più affidabili dei cosiddetti "test sugli animali" (modo asettico per definire esperimenti atroci su esseri indifesi che comportano inaudite e assurde sofferenze).


Quindi se ami gli animali, se sei contrario alla tortura di esseri indifesi, se non vuoi essere un complice di criminali che infliggono atroci sofferenze ad esseri viventi in nome del profitto e di una falsa scienza attento a chi destini il tuo 5 x mille: INFORMATI BENE PRIMA! Se intendi invece scegliere il settore "sanità, ricerca scentifica, volontariato" ricorda di optare per le associazioni che non fanno ricerca medica sperimentazione animale!

LA VIVISEZIONE E' DOLORE, SOFFERENZA E MORTE!
NO ALLA SPERIMANTAZIONE SUGLI ANIMALI!
NON FINANZIARE CHI COMPIE TALI CRIMINI!

ANTIBIOTICI A PRANZO E A CENA...CON LA CARNE

Ogni anno un consumatore medio ne ingerisce a sua insaputa quasi 9 grammi, l'equivalente di quattro cure.



ROMA - Una cura involontaria, anzi quattro. Ogni anno un consumatore medio di carne ingerisce a sua insaputa quasi 9 grammi di antibiotici, equivalenti a un poker di terapie. Il nuovo dossier della Lav (Lega anti vivisezione) porta alla luce i rischi sanitari ancora poco conosciuti dai carnivori. L’ingestione continuata di questi medicinali, infatti, può provocare alla lunga disturbi intestinali cronici e può rendere i trattamenti antibiotici inefficaci quando veramente servono.

“PERCHE’ MANGIAMO GLI ANIMALI” - Il dossier «Rischio sanitario degli allevamenti intensivi. Resistenza agli antibiotici e nuove malattie» è stato pubblicato dalla Lav in concomitanza con l’uscita del romanzo-inchiesta di Jonathan Safran Foer “Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?” (Guanda editore). Nell’autobiografia Foer – in Italia in questi giorni – descrive con realismo il sistema degli allevamenti intensivi, mettendone in discussione la necessità e in evidenza le sofferenze inflitte agli animali. Quest’indagine, che ha creato un grande dibattito negli Stati Uniti, ha portato l’autore alla scelta di diventare vegetariano.

ANTIBIOTICI A PRANZO E A CENA – Le condizioni di vita negli allevamenti industriali sono responsabili del debole stato di salute degli animali. Senza i farmaci, quindi, non sarebbe possibile far funzionare alcun allevamento intensivo. Per produrre 1 chilogrammo di carne sono impiegati mediamente 100 mg di antibiotico. I farmaci rimangono spesso nei tessuti degli animali e arrivano nel piatto. Ciò significa che l’italiano medio che consuma circa 87 kg di carne ogni anno (senza considerare i consumi di prodotti ittici) ingerisce involontariamente quasi 9 grammi di antibiotici, equivalenti alla somministrazione di circa 4 terapie antibiotiche ogni anno. «Il consumo di carne comporta rischi sanitari di cui si parla ben poco in Italia – spiega Roberta Bartocci, biologa, responsabile Lav settore Vegetarismo - e di cui raramente i consumatori hanno consapevolezza: dal rischio di assumere antibiotici ‘a pranzo e a cena’, al rischio di venire a contatto con patogeni che hanno sviluppato resistenze agli antibiotici».

I RISCHI PER LA SALUTE - Secondo l’Autorità alimentare europea, Efsa (European Food Security Authority), in molti casi i cibi di origine animale trasmettono all’uomo batteri resistenti agli antibiotici. L’ingestione continuata - tramite la carne - di questi medicinali può provocare alla lunga disturbi intestinali cronici e l’inefficacia degli antibiotici quando ne sorga la necessità. Il rischio è non avere la possibilità di guarire dalle patologie trasmesse da questi batteri, dalle più semplici a quelle che potrebbero avere esiti potenzialmente fatali. Tra questi patogeni che hanno sviluppato resistenze agli antibiotici ci sono anche la Salmonella typhimurium e parathyphimurium (l’infezione si trasmette con le uova e la carne, soprattutto avicola e suina), lo Staphylococcus aureus, Campylobacter coli e jejuni. Ma i rischi maggiori sono quelli che potrebbe causare un altro batterio divenuto resistente: un particolare ceppo di Escherichia coli che provoca colite emorragica e insufficienza renale. La contaminazione del cibo (carne e latte bovino) avviene attraverso le feci dell’animale, ma anche tramite l’acqua. Il maggior fattore di rischio è rappresentato dal consumo di carne macinata di manzo cruda o poco cotta (hamburger disease), ma ne è stata dimostrata la presenza anche in carni di pollo, agnello e maiale.

RADDOPPIO DEI CONSUMI - Secondo la Fao entro il 2050 i consumi mondiali di carne raddoppieranno. Oggi si calcola che gli animali allevati sulla Terra siano circa 10 volte gli umani: si contano 1.300.000.000 di bovini, 1.000.000.000 di suini, 1.700.000.000 di ovini e caprini, ben 52.000.000.000 di avicoli, 900.000.000 milioni di conigli, senza considerare pesci e crostacei. “Raddoppiare questi numeri significa portare al collasso la Terra sotto il profilo ecologico, sanitario ed economico - prosegue Roberta Bartocci -. I cittadini pagheranno sempre di più con la loro salute un metodo di produzione animale altamente rischioso. E’ indispensabile riconvertire il sistema alimentare attuale verso un sistema ‘sostenibile’ iniziando dal non considerare più gli animali come cibo, né come cibo indispensabile perché così non è: proteine, carboidrati, vitamine, sali minerali e benefici grassi sono ampiamente disponibili nel mondo vegetale.”

CORRIERE DELLA SERA
3 MARZO 2010

MADRID: "LA TORTURA NON E' CULTURA"

MADRID - Alcune migliaia di manifestanti hanno sfilato per le strade della capitale spagnola scandendo slogan e alzando striscioni contro la corrida, divenuta in questi giorni oggetto di uno scontro politico-legale tra i sostenitori dello spettacolo e gli animalisti. E' infatti intenzione del governo della regione di Madrid di chiedere l'inserimento della tauromachia nel patrimonio culturale - e dunque renderlo un evento protetto - come risposta alla minaccia di bando delle corride avanzata in Catalogna, nel nord-est della Spagna.

La manifestazione di oggi, per le sue dimensioni e la qualità della partecipazione, è stata definita "storica" dagli organizzatori, e una delle più importanti mai organizzate a Madrid. La capitale è anche il bastione irriducibile della "Fiesta" taurina. Qui, alle arene di Las Ventas, il 6 maggio comincerà la grande Feria annuale di San Isidro.

Il governo locale della regione di Madrid, di destra, ha annunciato di voler qualificare la tauromachia come "bene di interesse culturale". "A Madrid oltre il 70% della popolazione respinge questi atti di barbarie e di tortura", ha detto all'Afp la portavoce del partito anti-corrida (Pacma), Mireya Barbeto. "E' una vergogna nazionale". Insieme al Pacma, sono molte le organizzazioni ecologiste e animaliste che hanno contribuito a creare la piattaforma anticorrida "La tortura non è cultura", promotrice della manifestazione di oggi. Tra gli obiettivi degli slogan, anche il re Juan Carlos, grande amante delle corride.

Il dibattito sulla corrida ha preso nuovo slancio nelle ultime settimane in Spagna dopo che il Parlamento della Catalogna ha organizzato a marzo delle audizioni movimentate su una possibile interdizione delle tauromachie sollecitata dai gruppi animalisti catalani con una proposta di iniziativa popolare. In previsione di un possibile caso legislativo aperto in Catalogna, altre due regioni governate dalla destra, Valencia e Murcia, hanno avviato la procedura per inserire la tauromachia tra i beni culturali in modo da proteggerla da coloro che ne chiedono l'abolizione.

La Repubblica, 28 marzo 2010

PEDINAMENTI CON IL CELLULARE

ItaliaOggi 11-03-2010

Tutti possono essere seguiti mediante rete Gps: per la Cassazione non si tratta di intercettazioni, quindi non serve l'autorizzazione del giudice
Via libera ai pedinamenti tramite cellulare. Lo ha stabilito la Cassazione che ha respinto il ricorso di alcuni extracomunitari che erano stati pedinati con l'aiuto del sistema di rilevamento satellitare Gps. La Corte ha precisato che «la localizzazione mediante il sistema di rilevamento satellitare (c.d. gps) degli spostamenti di una persona nei cui confronti siano in corso indagini costituisce una forma di pedinamento non assimilabile all'attività d'intercettazione di conversazioni o comunicazioni, per la quale non è necessaria alcuna autorizzazione preventiva da parte del giudice».

ATTENTO IL CELLULARE TI PUO’ INCASTRARE…e il sistema ti sta sempre più con il fiato sul collo.
Tu sei un UOMO LIBERO…RIBELLATI!!!

ATTENTO, il sistema ti controlla!!!

Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d.l. 733) e, tra gli altri, un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (U.D.C.) identificato dall’articolo 50-bis: “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”. (vedi sotto articolo integrale)
La prossima settimana il testo approderà alla Camera diventando l’articolo nr. 60.
Il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della Casta.
In pratica, in base a questo emendamento, se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i “providers” dovranno bloccare il blog.
Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche all’estero; il Ministro dell’Interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.
Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per
l’apologia di reato, oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali.

Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta !
In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, YouTube e “tutti i blog”, che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata.
Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo dove una “media company” ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Il nome di questa “media company”, guarda caso, è Mediaset.

Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un’impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d’interessi.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una Commissione contro la pirateria digitale e multimediale, che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” con leggi di repressione Internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non riescono più a dominare.

Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa!
Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad Internet, in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania.
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico.
Date la massima diffusione a questa notizia per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli Italiani, perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema puramente dialettico

www. senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emend&leg=16&id=391198&idoggetto=413875



Art. 50-bis.
(Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet)
1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
2. Il Ministro dell’interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all’adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all’autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.
3. I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l’effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l’attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministro dell’interno con proprio provvedimento.
4. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dell’interno, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.
5. Al quarto comma dell’articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: “col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda”.».

www. disinformazione.it

3 febbraio 1998-3 febbraio 2010: dodici anni senza giustizia

Il 3 febbraio del 1998, verso le tre del pomeriggio, un aereo militare statunitense centra in pieno il cavo portante della funivia del Cermis, una montagna passata tristemente alla storia per essere stata teatro di questa tragedia.
La manovra non autorizzata e l’imprudenza dei piloti costa la vita a 20 persone tra cui 3 italiani che si trovavano a bordo della cabina precipitata al suolo dopo un volo di ottanta metri.
Il governo statunitense ha stanziato 40 milioni di dollari in risarcimento, tante scuse ed un processo che non ha condannato nessuno. Una sentenza troppo generosa per la morte di venti persone.
Nel nostro Paese invece, nessun processo è mai stato celebrato, in base alla decisione del Giudice per le indagini preliminari di Trento, che ritenne la giurisdizione del caso dovesse essere riconosciuta alla giustizia militare statunitense, in virtù della Convenzione di Londra del 1951 sullo statuto dei militari della NATO.
A dodici anni di distanza dall’accaduto, la stage del Cermis resta ancora una ferita aperta e nessuna giustizia reale sembra stata fatta.

NON DIMENTICHIAMO!

G20 A PITTSBURGH: SCONTRI TRA POLIZIA E MANIFESTANTI

Ieri a Pittsburgh, sede del summit dei potenti del pianeta, è stata eseguita una dura repressione contro i manifestanti da parte della polizia che sorvegliava le strade attorno alla sede del vertice, insieme a un battaglione della Guardia Nazionale. Un'ora dopo l'inizio del corteo gli altoparlanti hanno avvisato i manifestanti di lasciare immediatamente la zona, qualsiasi fossero le intenzioni. se no sarebbero intervenuti gli agenti antisommossa e l'uso di una "forza non letale". Così è stato. I cordoni della polizia bloccano i manifestanti e li picciano con lunghi bastoni, vengono sparati sulla folla proiettili di gomma e lanciati lacrimogeni di gas urticante. Intervengono anche le forze speciali di polizia (Swat), con blindati e altri mezzi militari che 'sparano' sui manifestanti onde sonore assordanti. 20 persone sono state arrestate.




Non c'e nessuna speranza nel capitalismo...lotta anche tu, sei un UOMO LIBERO!